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Si conclude l’attività politica del movimento. Ribadito il No alla riforma del Senato e rilanciato il Decalogo di proposte per il rilancio del Paese.

Italia Unica esce dalla scena politica come movimento politico e invita i suoi iscritti e sostenitori a continuare nell’impegno per un Paese migliore, tenendo alte le bandiere che ne hanno caratterizzato i suoi due anni di attività: sviluppo per creare lavoro, solidarietà per ridurre il disagio delle famiglie, rafforzamento delle istituzioni democratiche.

Viene ribadito il NO al referendum sulle riforme costituzionali come pure viene ribadito il SÌ al Decalogo per rilanciare l’Italia che è stato approvato oggi in Assemblea Nazionale. Il tutto in un quadro di valori liberal-democratici sui quali costruire la vera alternativa seria a tutti i populismi.

Approvando la relazione del presidente Corrado Passera – dimissionario con l’intero Comitato Esecutivo – l’Assemblea del movimento ha dato incarico di procedere con le formalità del caso e ha sancito la fine di un’esperienza che racchiude numeri importanti e battaglie riformatrici ambiziose e coraggiose : oltre 6000 iscritti, 150 Porte diffuse su quasi tutto il territorio nazionale, un centinaio di amministratori eletti e soprattutto un progetto-paese con soluzioni ambiziose e coraggiose per rilanciare il nostro Paese.

Proseguendo il dibattito aperto nell’Assemblea di fine giugno, all’indomani delle amministrative, i dirigenti di Italia Unica hanno tracciato il bilancio di questa esperienza che dimostra – come si legge nel documento approvato all’unanimità – come “si può essere popolari senza essere populisti: come altro si potrebbe definire se non “popolare” il nostro programma di aiuti alle famiglie con figli, di lotta alla povertà, di un Terzo Settore più forte e di dimezzamento delle tasse per le aziende che investono e assumono e di azzeramento delle penali per i cittadini e le imprese oneste ma incolpevolmente morose con il fisco?”.

Nonostante tutto questo, sarebbe sbagliato nascondere la realtà di un risultato che non viene considerato soddisfacente e tale da giustificare la continuazione dello sforzo che è stato profuso. Come si legge nel documento finale: “Non siamo riusciti a convincere abbastanza italiani che la nostra Italia sta scivolando verso la povertà e che serve un cambiamento fortissimo per riportare fiducia e speranza nel Paese”. Un cambiamento molto diverso da quello prospettato dall’attuale esecutivo.

Corrado Passera ha ricordato lo sforzo dei dirigenti territoriali, che si sono attivati nella creazione dei Comitati civici e riformatori del No-che-serve, insieme a Gaetano Quagliariello, e che a Matera, giovedì e venerdì, parteciperanno alla “Festa del No”, occasione per ribadire le proposte di IU: sistema maggioritario con doppio turno di coalizione, collegi elettorali uninominali e monocameralismo perfetto. “Con i Comitati per il No-Che-Serve – si legge nel documento politico – non ci limitiamo a dire NO, ma proponiamo cosa fare in alternativa, come accaduto su ogni dossier: IU in questi due anni è stata fuori dal coro con critiche robuste al Governo, ma sempre accompagnate da proposte costruttive e sostenibili”.

“I Comitati per il No-Che-Serve – prosegue ancora il documento letto dal Presidente in Assemblea Nazionale – possono essere il lievito di altre iniziative e il terreno fertile per dar vita ad ulteriori aggregazioni capaci di arricchire il panorama politico italiano soprattutto sul fronte liberal-popolare.   Guarderemo con interesse a tutte le iniziative che vanno nella direzione degli ideali di IU, mettendo a disposizione i nostri programmi e il grande lavoro di analisi e proposta che abbiamo accumulato. Siamo certi che non mancherà l’appoggio degli aderenti di Italia Unica a chi si riconoscerà nei punti salienti del nostro “Decalogo per rilanciare l’Italia”.

Il “Decalogo per rilanciare l’Italia”, accompagnato da un pamphlet di riflessione e di visione più ampia (entrambi scaricabili dal sito www.italiaunica.it), racchiude i punti attraverso i quali garantire quel “cambiamento profondissimo senza il quale il declino del nostro Paese diventerà irreversibile. Cultura della responsabilità, della legalità, del merito, della solidarietà per riportare fiducia nella nostra comunità: questa è la rivoluzione della quale Italia Unica si è fatta portabandiera”.