Print Friendly

La migliore risposta agli attacchi perpetrati pochi giorni fa al cuore dell’Europa può venire dalla firma di un accordo ampiamente condiviso alla Conferenza globale sui cambiamenti climatici, che sta per aprirsi a Parigi. Incidere sulla stabilizzazione delle aree geopolitiche più instabili mettendo in atto efficaci e condivise politiche di miglioramento ambientale –  che è uno degli obiettivi principali di questo appuntamento delle Nazioni Unite – significa guardare a un traguardo ben più ampio, come il maggiore equilibrio dei flussi economici e una minore disparità tra popoli e strati sociali.

Per un partito come Italia Unica, che ha come principio fondante la considerazione dell’ambiente come bene assoluto da rispettare, migliorare e tramandare alle future generazioni, la 21esima Conference of the Parties to the United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC) rappresenta una tappa cruciale verso questo orizzonte.

Anche se il terribile attacco mosso da Daesh getta inevitabilmente un’ombra cupa sulla conferenza, questa rappresenta una straordinaria opportunità di dialogo attorno al tema comune della salvaguardia ambientale e assume maggiore importanza nella ricerca di un accordo vincolante tra le nazioni, per abbattere le emissioni climalteranti ed elaborare efficaci e condivise politiche di miglioramento, appunto, dell’ambiente. Sarà anche l’occasione per offrire a una vasta rappresentanza della comunità internazionale la possibilità di incontrarsi e ragionare su misure che guardino anche alla prevenzione del terrorismo, che è l’espressione più violenta di una instabilità economica e politica sottostante: dunque la eradicazione dei movimenti fondamentalisti potrà avvenire, nel medio termine, con scelte politiche ed economiche, più che con scelte militari.

Italia Unica concorda sul principio secondo cui le nazioni che più hanno utilizzato le risorse naturali debbano ora concorrere alla crescita dei paesi in via di sviluppo attraverso meccanismi di perequazione dei costi ambientali e riconosce pienamente anche quanto esposto da papa Francesco: la giustizia ambientale e la giustizia sociale sono due facce della stessa medaglia. E un fallimento del summit alimenterebbe la instabilità politica e la disparità economica tra popoli con conseguenze che potrebbero rilevarsi catastrofiche.