La Nota

30 settembre

L’ultima Nota. Si chiude con questa Nota, all’indomani dell’assemblea che ha sancito anche da un punto di vista amministrativo l’uscita di scena di Italia Unica, l’appuntamento quotidiano che per due anni ha accompagnato il nostro percorso e il dialogo con tutti voi. Lo faccio e lo facciamo con dispiacere, anche per le tante manifestazioni di attenzione da parte delle migliaia di persone (simpatizzanti, tesserati, osservatori esterni) che hanno avuto la pazienza di leggerci. Difficilmente, infatti, le organizzazioni politiche – partiti o movimenti – investono così tanto nella formazione e nell’informazione dei propri aderenti, ma Italia Unica era anche questo e per questo abbiamo tenuto aperto ogni giorno un canale con l’attualità economica, sociale e culturale del Paese. Il nostro però ...

29 settembre

Il ruolo delle donne… Il sindaco di Roma si è schierato ieri duramente contro le quote rosa. Noi preferiamo schierarci “per” e non “contro” qualcosa e il per è ancora più forte se riguarda le donne. Non si può pensare a cambiamenti profondi della società italiana senza uno sforzo particolare per valorizzare il ruolo della donna in tutti i campi. Perché la donna possa lavorare è necessario garantire servizi di qualità a tutti come gli asili nido e le scuole materne ed elementari a tempo pieno ma anche agevolare il loro accesso l mondo del lavoro e equiparare le retribuzioni; perché carriera e maternità non siano confliggenti bisogna rivedere la legge sulla maternità equiparandola a quanto avviene in molti altri ...

28 settembre

I numeri e la realtà. La presentazione della Nota di aggiornamento al Def conferma purtroppo come la situazione del Paese sia peggiore del previsto. La “battaglia” con Bruxelles per strappare maggiore benevolenza nella gestione del debito pubblico non sarà semplice. Al di là delle polemiche sui presumibili toni elettoralistici della Legge di stabilità, qui conta – una volta per tutte – capire che il futuro passa attraverso creazione di posti di lavoro veri, il misuratore del valore più serio da osservare, soprattutto per quanto riguarda le nuove generazioni. Il lavoro viene soprattutto dalle imprese e le imprese vanno aiutate e convinte a investire e assumere in Italia. Perché questo succeda va drasticamente ridotta la fiscalità su chi investe e assume ...

27 settembre

Il dovere della verità. Spesso non è comoda, molte volte non è facile, di certo è fondamentale per recuperare il rapporto di fiducia con i cittadini. Per questo, lungo questi due anni di lavoro abbiamo preferito un linguaggio di verità alle scorciatoie della propaganda. Approfondire, studiare, proporre: per fare questo serve un impegno non comune, che non può appunto essere “mediato” da demagogia e mancanza di chiarezza. Abbiamo sempre avuto il coraggio di usare questo linguaggio di verità quando necessario, di dire che l’Italia si sta fermando e che il disagio sociale scapperà di mano se non daremo una scossa fortissima all’economia per creare lavoro e per invertire nettamente tutti i trend di aumento della povertà: 10 milioni di persone ...

26 settembre

Perché il cambiamento. E’ giusto chiudere questa Nota – lo faremo lungo tutta la settimana – parlando della visione delle cose che andrebbero fatte per il Paese piuttosto che stilare un bilancio di ciò che si è fatto, con il rischio di apparire retorici e nostalgici. Il cambiamento è per noi la parola chiave, perché rappresenta qualcosa di rivoluzionario, guardando al domani e non al passato. E se il cambiamento è compito di tutti, ancor di più lo è della politica. Assistiamo ancora oggi a patetici balletti di accuse e contraccuse che nascondono un desiderio fortissimo di conservatorismo. Poiché la politica si è per troppo tempo autoriprodotta, crediamo che sia molto utile “mescolare” esperienze di privato e di pubblico trasferendo ...

25 settembre

Un quesito e tante domande. Tra le tante occasioni perdute per fare di questo referendum un civile e costruttivo confronto, utile anche a non ingenerare negli osservatori internazionali l’idea che da questo appuntamento dipendano i destini complessivi e definitivi del Paese, c’è quella della scheda che i cittadini si troveranno davanti nella cabina elettorale. Girano versioni più o meno credibili della scheda stessa, con la dicitura del titolo della legge costituzionale sulla quale ci si esprimerà con un SI’ o un NO. Basta una rapida lettura per capire come la domanda sia fuorviante, tutta costruita intorno all’effetto mediatico della stessa riforma, tra costi della politica ridotti, Cnel che viene archiviato e superamento del bicameralismo perfetto. Un quesito che, posto così, ...

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