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I limiti delle riforme non condivise

La riforma costituzionale, ma anche la legge elettorale, entrata in vigore il 1 luglio è già negletta e misconosciuta un po’ da tutti. Sono stati questi i cardini dell’interessante e molto seguita presentazione, ieri a Roma, del libro di Gaetano Quagliariello e Valerio Onida, ‘Perché è saggio dire No’. Sul banco degli imputati soprattutto l’Italicum, una legge sbagliata e truffaldina, un bavaglio alla democrazia, come Italia Unica ha denunciato fin dal 2014. All’inizio il nostro era un monologo in solitudine, ma oggi perfino i padri di quella legge ne riconoscono limiti e abusi, perché, soprattutto, imbriglia in un bipolarismo che non esiste più e, con un abnorme premio di maggioranza, costringe i cittadini a essere rappresentati in modo diverso dalla ...

Sconfiggere l’evasione fiscale è possibile

L’evasione fiscale è da tempo immemore una spina nel fianco dell’economia italiana. Chi più, chi meno, chiunque sia passato per Palazzo Chigi o per il ministero di via XX Settembre si è applicato per trovare una soluzione ad un problema che incide tanto pesantemente sulla economia italiana e sul nostro prestigio e appeal internazionale. Adesso, invece, sul recupero dell’evasione fiscale, il governo, a quanto pare, getta la spugna e pensa alla rottamazione delle tasse non pagate. Sulla spinta dei richiami di Fmi e OCSE, che hanno puntato il dito sui troppi crediti non esigibili in Italia l’esecutivo sta pensando di far saldare solo le cartelle fiscali evitando more e sanzioni. Una ammissione di impotenza, appena mascherata dalle affermazioni del ministero ...

Il No che serve

Il referendum confermativo sulla riforma costituzionale che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo visti i tatticismi del governo) svolgersi in ottobre rischia di dividere il Paese ancor più di quanto già non sia sotto troppi aspetti. Ed è un autentico peccato perché chiamare al voto gli italiani significa informarli, metterli nelle condizioni di valutare, scegliere, decidere senza che vengano evocati scenari apocalittici.

La riflessione – unitamente al dibattito – va riportata dunque nel merito e nella buona fede, affinché sia costruttiva e agevoli una soluzione pensata veramente per il bene del Paese. Italia Unica si è schierata con decisione per il No a questa riforma, che consideriamo dannosa per il futuro dell’Italia. Un No non pregiudiziale, ma un “No che serve”, ...

Shock Brexit, una scelta che pagheremo tutti

E’ diventato vero, alla fine, drammaticamente vero.

La Gran Bretagna ha votato per uscire dalla UE. Indifferente alle conseguenze, ha applicato in modo spicciolo la filosofia di John Milton: “Meglio regnare all’inferno che servire in paradiso”. Contro l’Europa si è schierata soprattutto la popolazione più anziana, over 60, quella che non vivrà appieno le conseguenze di questa scelta. Intanto, oggi assistiamo allo shock mondiale. Le borse crollano, le Banche centrali corrono pesantemente ai ripari, il mondo è confuso. È un giorno triste per l’Europa, che si trova più debole e incerta all’interno e sulla scena mondiale.

Delle conseguenze di questo voto si dibatte da mesi, nessuna prospettiva è positiva. Si tratta però di rimboccarsi le maniche e di mettere in ...

Brexit, la pericolosa distrazione italiana

Stasera alle 22 (le 23 in Italia) si apriranno in tutta la Gran Bretagna le urne con le schede che l’intera Europa attende con ansia di conoscere. Il quesito referendario, diversamente da quanto avviene alle nostre latitudini, è molto semplice: “Should the United Kingdom remain a member of the European Union or leave the European Union?” (“Il Regno Unito deve rimanere un membro dell’Unione europea o deve abbandonare l’Ue?”). Insigni commentatori e autorevoli esperti hanno già analizzato e spiegato cosa accadrebbe se vincesse il “leave”, ovvero l’abbandono del nobile ma malconcio vascello europeo o diversamente se prevalesse il “remain”, per rilanciare in qualche modo l’unità politica, economica e sociale della Ue. Non pochi si sono dichiarati convinti che, comunque vada ...

Dopo Brexit un nuovo equilibrio europeo

Nel grande dibattito su Brexit si fronteggiano ragione e istinto, paure e speranze. Come ha detto John Major, primo ministro inglese dal ’90 al ’97 e deciso sostenitore della permanenza nell’UE, è “una battaglia tra economia ed emozione”. Che vinca “remain”, come noi ci auguriamo, o “leave”, il voto di domani sarà storico e avrà conseguenze economiche e politiche di grande rilievo. Eppure, nonostante le maggiori autorità internazionali abbiano messo in guardia dai rischi e innumerevoli centri studio abbiano quantificato in svariati punti di PIL l’eventuale perdita economica risultante dall’uscita, non è facile spiegare ai sudditi di Sua Maestà in maniera efficace che ad essere in gioco è il prestigio internazionale della Gran Bretagna, soprattutto quando dall’altra parte si sentono ...

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