di Corrado Passera
Premessa, amo lo sport ma non sono un tifoso di calcio. Mi piace l’idea della competizione sana, avvincente sul piano tecnico e scaldata da un tifo colorato e gioioso e – come il mio amico Giovanni Malagò – credo che con lo sport si possa unire il Paese, portando avanti politiche di integrazione, educazione, salute e vivibilità. Quanto però sta accadendo in queste settimane al Parma Calcio non può lasciare nessuno indifferente, in special modo chi – come me – ha scelto di impegnarsi in politica fondando un partito, Italia Unica, che al binomio sport-società dedica una parte importante del suo programma di rilancio del Paese. Che una squadra non possa giocare, che una tifoseria venga abbandonata, che una città sia frastornata e presa in giro da un tourbillon di presunti mecenati del pallone è semplicemente inaccettabile. E non stiamo parlando di una squadra di terza categoria, ma di un team di serie A, con atleti forti e un allenatore serio. Vanno introdotte regole chiare sulla proprietà delle squadre di calcio, non è che chiunque può comprarsi una squadra di calcio e il permanere delle condizioni va tenuto sotto controllo nel tempo. Esperti e addetti ai lavori si sono interrogati a lungo su come questo sia potuto accadere. Non aggiungo altro se non il pensiero di chi, per trent’anni impegnato a guidare aziende nel privato e nel pubblico, nel profit e nel no profit, non crede possibile che gli organismi preposti, la Lega Calcio in primis, ma anche la Figc non sapessero. Al di là del campionato falsato, delle umiliazioni subite dagli atleti, dai dipendenti della società e dei tanti tifosi, che forse andrebbero indennizzati attraverso una class action, mi colpisce che i vertici del calcio – lo sport nazionale! – si rimpallino le responsabilità. La questione Parma va affrontata con serietà, non con i riti stanchi delle corporazioni. In concreto, la Lega sostenga i costi essenziali per permettere al Parma di terminare dignitosamente il campionato, si faccia chiarezza al più presto nei conti societari del club, allontanando gli incapaci e punendo i responsabili di un default incomprensibile, e si apra un tavolo politico serio per evitare nuovi casi-Parma. La serietà di un Paese passa anche attraverso le sue espressioni sociali e collettive. Vedere che il calcio si fa autogol in questo modo è inaccettabile. Vogliamo ospitare le Olimpiadi nel 2024? Bene, cominciamo a sommare meriti, non errori, e potremo giocarci al meglio anche quella partita. E forza Parma!

