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L’ultima Nota.
Si chiude con questa Nota, all’indomani dell’assemblea che ha sancito anche da un punto di vista amministrativo l’uscita di scena di Italia Unica, l’appuntamento quotidiano che per due anni ha accompagnato il nostro percorso e il dialogo con tutti voi. Lo faccio e lo facciamo con dispiacere, anche per le tante manifestazioni di attenzione da parte delle migliaia di persone (simpatizzanti, tesserati, osservatori esterni) che hanno avuto la pazienza di leggerci. Difficilmente, infatti, le organizzazioni politiche – partiti o movimenti – investono così tanto nella formazione e nell’informazione dei propri aderenti, ma Italia Unica era anche questo e per questo abbiamo tenuto aperto ogni giorno un canale con l’attualità economica, sociale e culturale del Paese. Il nostro però non è stato un merito particolare, semplicemente perché quello che abbiamo fatto dovrebbe essere, appunto, la “normalità”. In una fase storica in cui la diffidenza verso la politica è sempre più alta, assumersi la responsabilità di fornire la nostra opinione, anche critica, ma mai priva di una proposta costruttiva da mettere sul tavolo, era per noi un dovere, il senso stesso dell’avventura di Italia Unica. Dal 31 gennaio 2015 a oggi sono oltre 1800 opinioni, analisi, proposte. Ne siamo orgogliosi.

Il penultimo grazie.
Tutto questo non sarebbe stato possibile se non ci foste stati voi a leggere, commentare, criticare le nostre osservazioni: solo attraverso il confronto ci si arricchisce e si migliora. Per questo la Nota ci mancherà. Proprio perché verrà meno uno strumento individuale e collettivo di lavoro, costruito “per” e non “contro”. I momenti dei saluti non sono mai facili. C’è da ringraziare tutti coloro che, con i loro interventi sul nostro sito, a partire naturalmente da Corrado ci hanno dato la possibilità di segnalare attraverso la Nota contributi autorevoli e di spessore. Ugualmente grazie allo staff che ha tenuto sempre aggiornato il sito, ha preparato l’ebook nel quale abbiamo raccolto tutte le note del primo anno. E ancora una volta grazie a chi ci ha letto e ci ha aiutati nel cercare di essere sempre più puntuali e propositivi. Un grazie collettivo, dunque, che però non è un addio. Lo consideriamo un penultimo grazie perché l’ultimo lo terremo per il momento in cui le nostre bandiere, le nostre battaglie ideali e le nostre proposte concrete si saranno realizzate. Perché sarà merito di tutti.

Da domani.
L’Italia è in difficoltà sotto molti punti di vista, inutile nasconderlo. Nonostante questo – come sempre abbiamo fatto – vogliamo continuare a impegnarci per far vincere il nostro Paese nel nuovo secolo. Vincere significa assicurare lavoro e serenità a tutti e perché ciò succeda è necessario introdurre cambiamenti ambiziosi e coraggiosi rispetto ad oggi. Merito e solidarietà possono andare insieme come pure innovazione e tradizione. Sono concetti che trovate in ognuna delle nostre Note, anche le più dure. Ebbene, adesso tocca ciascuno di noi, da domani, scriverle: nell’agire quotidiano, nel mettersi in gioco, nel credere che ce la si può fare. Con l’esempio, con la competenza, con il merito e con l’etica. Non sono parole vuote, sono l’essenza di tutto ciò che ci ha accompagnati in questi due anni. E questa essenza è adesso nelle mani di chi, ispirandosi a valori liberal popolari autentici, è disposto a investire nella forma di politica più alta, quella del servizio alla comunità, un po’ del suo tempo. Siamo convinti che quanto abbiamo fatto con Italia Unica non resterà un tratto di strada incompleto. Abbiamo messo in campo energie grandi e incontrato persone meravigliose. Come meravigliosa è la nostra Italia. Un’Italia Unica. Grazie davvero.